Nausicaa della valle del vento

Torna per solo tre date 5/6/7 Ottobre 2015 (e poi speriamo presto in DVD/ Blu Ray)

風の谷のナウシカ Kaze no tani no Naushika

Nausicaa della valle del vento

firmato studio Ghibli 1984

Forse qualcuno in sala sperava che fosse un nuovo film ma aimé lo Studio ha posto la parola fine nei titoli di coda di “Quando c’era Marnie“.

Avete mai avuto nella vostra vita il ricordo di un film che vi ha cambiato per sempre lo sguardo sul mondo?

Io ce l’ho ed è Nausicaa che approdò sulla Rai spezzettata all’interno di un contenitore per ragazzi, adattato nel doppiaggio per una maggiore comprensione al pubblico di bambini, credo (e che comunque ancora adesso non mi dispiace, salvo restando che sembra un altro film). Peccato che Nausicaa, per quanto possa piacere molto anche ai piccoli (cui Miyazaki tributa sempre il rispetto di persone in fieri e non di cretini da accontentare, come troppo spesso traspare invece nel panorama dei prodotti per ragazzi) non sia un film per il solo target infantile.

Rivedendolo nel nuovo doppiaggio a cura di Cannarsi (che ho avuto occasione di incontrare al FFF 2012), ho avuto conferma del fatto che un capolovaro è quell’oggetto che travalica i tempi per rimanere attuale per tutte le generazioni a venire.

Ero una bambina che leggeva Flash Gordon e si faceva ammaliare da Biancaneve della Disney, quando ho visto Nausicaa che ha modificato la mia capacità di story teller in tutti i sensi:

  • l’immaginario che non cerca la bellezza ma l’impatto per il messaggio che vuole veicolare (i costumi e le maschere che richiamano quella della principessa Leia che va  a salvare Solo dalla grafite);
  • i temi (quegli orrendi insetti con cui è difficile empatizzare se non attraverso l’audacia e la crescita interiore della principessa che lasciatasi prendere inizialmente dalla rabbia, decide che non vuole farlo mai più);
  • la jungla tossica (che nel ridoppiaggio prende il nome di Mar Marcio, questa natura che si inasprisce e si conserva a discapito della razza umana che l’ha condannata; beata ignoranza, nel senso che ignora, magari si aspettava di andare a vedere un film nuovo – della mia vicina che sgranocchiando e ridacchiando tutto il tempo, ha esordito dicendo: “Ma che piante c’hanno in giappone!” Non ho saputo trattenermi dal dire tra i denti: è una jungla tossica (badando bene di farmi sentire ma relegando nella mia testa gli eventuali epiteti).

Cannarsi si mantiene come sempre fedelissimo all’originale fino al punto di risultare pedante a un pubblico (ancora una volta ‘ignorante’) che non sa capire che sorellona è la traduzione letterale dal giapponese che ha un termine specifico per rivolgersi a una sorella più grande.

La volontà (oserei dire giappoense) di Cannarsi è quella di restituire nel doppiaggio il preciso messaggio dell’autore, senza introdurre assolutamente nulla che vada al di fuori di esso, se anche possa risultare più gradevole al nostro pubblico, penso tra me alla fine del film. Ed ecco che sui titoli di coda (che come al solito nei film Ghibli, raccontano l’epilogo della storia) sento il mio vicino che alzandosi dice:

– Ma chi si è occupato del doppiaggio? Arcaico… scometto che si tratta di una donna.

-La bambina stonata, – commenta la sua degna compagna che rideva sulle immagini dei ricordi di Nausicaa da bambina.

Chino la testa sconfitta e me ne esco anch’io, in coda ai due compagni di merende. Nella mente fa capolino il ricordo de “La Tigre e il Dragone” quando il mio vicino di posto per tutto il film commentava:

– E se’, dai! Lo faccio io quello! E se’, possibile!!!

Beata ignoranza, sì, penso io. Ma se non lo sai cosa aspettarti, perché ci vieni a vederli certi film?

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