Autore indie – un doppio ruolo

Ci pensavo sta mattina in treno (alla mattina i pensieri tendono a divagare per conto loro ma non sbagliano mai strada).

Essere un autore indie significa rivestire due ruoli: autore (prima) e dopo editore (l’editor è un discorso a parte e a mio parere richiede necessariamente un’altra persona).

È un po’ come essere Clark Kent e Superman. A seconda dei panni che indossi, inevitabilmente il punto di vista (e ciò che ti compete) cambia.

Clark-Superman

Non che non sia entusiasmante (il processo di creazione e divulgazione è tutto nelle tue mani). L’autore indie è una figura professionale che si avvicina al concetto di autorialità condiviso con il teatro. Ovvero pensiero, azione e contemplazione. Si tratta di una intenzionalità creativa che non si limita alla sola performance ma abbraccia tutta quanta l’attività, dalla genesi dell’idea alla sua conclusione, ovvero posa in opera nelle mani del lettore/pubblico.

Indubbiamente tutto ciò richiede competenze differenti di cui bisogna essere consapevoli.

Sul ruolo dell’autore, credo non ci siano dubbi. Si tratta di avere un’idea, organizzarla; scrivere, riscrivere e tornare a scrivere. Il tutto guidato da una consapevole disciplina, poiché le scadenze non verrà nessuno a importele ma devi dartele, a meno di continuare a lavorare per tutta la vita sulla medesima idea. È difficile lasciare andare per il mondo un figlio che si è accudito fin dalle fasce ma si deve.

Per quanto riguarda invece l’editore, be’, è un mestiere che non è così facile da immaginare. Terminata la scrittura, però, ci si rende immediatamente conto che ci sono innumerevoli cose di cui ci si deve occupare, a partire dai formati editoriali ed editing della copertina e le diciture per le quarte di copertina, tanto per dire.

E poi tag line, log line, la pianificazione di una rete social per raccontare del lavoro svolto, coinvolgere il pubblico, attrarre i potenziali lettori. Non è facile, di tutto quello che si è scritto, fare arrivare in poche parole il messaggio che riassuma correttamente cosa c’e’ nel tuo libro.

In tutto questo processo, lo scrittore e’ come l’attore o il regista per un film. E’ considerato il fulcro del processo creativo. A lui tutto va e tutto torna. Ma il ciclo di vita di un libro, come di un film, non finisce quando si e’ scritta l’ultima pagina, girata l’ultima scena. C’e’ qualcuno che si deve ancora prendere carico (e piacere) di far fare il debutto in societa’ all’enfant prodige e qui comincia l’avventura piu’ grande 😃

 

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