Gli schiacciatori non parlino dell’alzata, la risolvano

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Ci penso spesso e ne ho riprova ogni giorno nei piccoli grandi fatti quotidiani: ce la spassiamo un mondo a fare i piccioni nel nido del cuculo.

Il cuculo, come ben sappiamo, e’ quel volatile (evito volutamente la parola ‘uccello’ per non dare adito a inutili risatine e sghignazzi) che va a deporre le uova nel nido altrui, buttando fuori quelle gia’ presenti per appioppare a qualcun altro l’onere di preoccuparsi della propria prole.

La societa’ oggi ci divide in piccioni e cuculi e per la maggior parte di noi ci sono enormi cuculi che stanno seduti sui nidi che i nostri genitori si sono dati tanto da fare per costruirci. E noi cosa facciamo? Quello che ci viene meglio: i furbi (o almeno cosi’ crediamo). Andiamo a fare a nostra volta i piccioni nel nido del cuculo sperando che prima o poi qualcuno ci senta e si accorga del disagio che dichiariamo ma di fatto non stiamo facendo nulla per cambiare le cose.

Ricordo per inciso che i furbi non sarebbero poi cosi’ tanto da ammirare o desidrare di emulare: la parola (potete verificare su qualsiasi vocabolario) viene dal francese e significa letteralmente: mettere le mani in tasca, ovvero rubare. E’ ora che la smettiamo di pensare che i furbi siano persone in gamba: per citare Giacobazzi, nel migliore dei casi sono dei grandissimi rompi co#@$oni. In questo caso non siamo neanche questo perche’ al cuculo non frega una mazza se starnazziamo nel suo nido.

La verita’ e’ che siamo un popolo di schiacciatori che si aspettano la palla alta e vicino a rete senno’ non ci provano neanche a schiacciare.

E’ ora di sfatare la bufala che ci affligge ovvero che la feliciita’ sia data dal non avere problemi. Quella e’ apatia (o accidia che gia’ Dante condannava).

Cio’ che abbiamo ereditato di buono al mondo e’ venuto sempre dalla necessita’ di risolvere qualche problema. Lo dice anche il detto (sacrosanta saggezza popolare): la necessita’ aguzza l’ingegno.

Allora schiacciamola questa benedetta palla, quando ci arriva, senza perdere tempo a pensare che se ce la passavano meglio, facevamo un piu’ bel lavoro. A volte la schiacciata finira’ fuori, altre sara’ punto ma e’ nell’insieme che ci dira’ chi siamo e non c’e’ forse maggior gloria o soddisfazione per la finalizzazione di un’azione cominciata male?

E non aspettiamoci neanche di dover schiacciare in chissa’ quale situazione; e’ nell’atteggiamento con cui affrontiamo le piccole cose di tutti i girni che si attua il cambiamento e dal cambiamento del singolo verra’ il cambiera’ del mondo.

D’altronde, Bilbo, fai attenzione a porre il piede fuori di casa: ciascun viaggio di migliaia di chilometri comincia con il primo passo.

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