Social media manager – Il mestiere del magico auriga

Tadayoshi Kajino "Wanna see same stars"

Tadayoshi Kajino “Wanna see same stars”

Come si fa a emergere nel Web? Me lo chiedo ogni volta che scrivo qualcosa (sui social o sul blog) nella speranza di essere letta. Perché è per questo che in fin dei conti scriviamo tutti: perché il messaggio arrivi a quell’ipotetico lettore che abbiamo ben presente nella testa quando imbracciamo la (più o meno metaforica) penna.

Ci sono persone alle quali sembra venga naturale, come respirare e altre invece (come me, come altri) per le quali strappare un commento è una costante strada in salita.

Per raggiungere un obiettivo, io ho sempre fatto affidamento più sui muscoli delle mie gambe che su (imporbabili) colpi di fortuna (che tanto a me non succedono).

Come si fa, allora?

Ed ecco venirci incontro il magico auriga.

Il social media manager (che non è il marketing manager) è una figura indispensabile che sta emergendo per le aziende che ci tengono (si sa) alla loro presenza in quella bolgia di consumatori senza regole che è il Web.

Quello che non tutti sanno è che le medesime competenze (o capacità) sarebbero utili anche a un autore indie. Si sa, puoi aver scritto il capolavoro del secolo o avere il blog più bello del mondo ma se nessuno lo sa…

È indubbio che per un autore sia importante farsi conoscere. E per un autore indipendente il percorso è ancora più accidentato non solo perché il lavoro dell’editore (compresa la promozione del libro) te la devi fare da te ma  anche (e soprattutto) perché c’è ancora tanto pregiudizio su chi si ‘auto pubblica’. Come a dire: bella forza farsi avanti nel limbo in cui possono farlo tutti; come se chi si pubblica da solo lo faccia perché nessuna casa editrice lo ha voluto.

Per una Sofia Viscardi (la ragazza del web emersa recentemente con Succede per la Mondadori – e in Italia per l’editoria è come dire la Disney in America per il cinema di animazione) c’è qualcuno che vince al super enalotto. Tutti gli altri si rimboccano le maniche. Sfatiamo, pertanto, il mito che se non accade a te  è perché non valevi abbastanza. Il biglietto della lotteria lo vince uno tra milioni, no?

Però io un capitale posso anche mettermelo da parte col sudore della mia fronte, lavorando sodo. Occorre solo capire con che strumenti possiamo farci aiutare.

Nel foro boario dei social è chiaro che occorre trovare il modo per far sentire la propria voce chiara, senza  fraintendimenti e andando a raggiungere il target per cui vogliamo raccontare. Non andrò a proporre la mega porchetta a un raduno di vegetariani!!!

Dunque guardandosi intorno alla ricerca di frecce al nostro arco, compare l’auriga.

In fin dei conti, il social media manager per l’azienda persegue i nostri stessi obiettivi: creare una community e farci vivere un prodotto. E non siamo forse noi i manager dell’azienda composta da noi stessi?

Proporsi sul Web è un mestiere, qui una pagina di approfondimenti. E in quanto mestiere, si può imparare o si può trovare a chi rivolgersi per farsi aiutare.

Per me è anche cercare, sbirciare, scoprire… Non accetto che mi si dica: è così.

Quello che è importante per noi stessi solo noi possiamo trovarlo e se ci tieni davvero a qualcosa, non hai bisogno di essere Bolt per arrivare fino in fondo.

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