BCBF 2017 – una giornata in fiera

Sotto un cielo di piombo che sembra pronto a scatenarmi sulla testa l’inferno, comincia la mia giornata verso la Fiera del Libro per Ragazzi (Bologna Children’s Book Fair, o altresì detta BCBF).

È tradizione andare in fiera con una cugina e quest’anno è la volta della Mariù. Scusa Mary se ti ho un po’ strapazzata avanti e indietro per gli stand 😜

Questo è il diario della nostra giornata in fiera.

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Viva la fiera, in bocca alla fiera – BCBF 2017

E siamo di nuovo a ridosso della fiera del libro per ragazzi a Bologna (Bologna Children’s Book Fair 2017); e ancora a fronte di ottimi propositi come ogni anno, ci arriviamo in bocca, alla fiera.

Troppi progetti in testa, lo so. Tutti sulla stessa linea delle priorità ma attualmente la mia creatività non riesce ad essere se non così: diversamente organizzata.

E così torno a fare quello che ho sempre fatto, inseguo le bricioline sul web alla ricerca di ispirazione.

Questa volta, però, mi do nuovi obiettivi sulla base del mio differente punto di vista: io alla fiera ci vado come autore di libri per ragazzi.

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Che fatica raccontare di calcio

Victory Kickoff!! - Sfide per la vittoria

“Farsi raccontare di calcio da una donnetta?” mi immagino già le facce indignate dei maschi. 
“Che cosa ne può sapere una donnetta di calcio”. Già, che cosa ne sa?

Sa

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E ci riprovo…

Deteminata a non lasciarmi abbattere, ci riprovo. Riassumendo: la biblioteca Universitaria concede prestiti la mattina, solo il martedì e giovedì fino alle 18:45. 
Rileggo fiduciosa, rompo la fatica della giornata lavorativa più lunga e vado.
E torno.

C’era uno stramaledetto asterisco, come le postille dei contratti in piccolo: concedono prestiti fino alle 18:45 ma solo per le richieste inoltrate entro l’ora prima… e poi solo se indossi qualcosa di rosso, borsa di Gucci e pantaloni di Armani, olè! 

Le ragazze stinco e ossa

Le ragazze stinco e ossa si guardano allo specchio e si vedono grasse. La loro pancia rientra, in qualsiasi postura, sempre e solo in un incavo dell’addome ma sedute di fianco alla tua inequivocabile ‘tripla tetta’ (sapete quando la pancia da sedute va a formare una curva che sporge come il profilo delle tette?) se ne escono con esclamazioni del tipo: “Oddio, sono proprio una botte”.

Le ragazze stinco e ossa postano selfy da fotomodelle con commenti del tipo: guardate come sono ingrassata! Non si vedrebbero belle neanche se 

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Social media manager – Il mestiere del magico auriga

Tadayoshi Kajino "Wanna see same stars"

Tadayoshi Kajino “Wanna see same stars”

Come si fa a emergere nel Web? Me lo chiedo ogni volta che scrivo qualcosa (sui social o sul blog) nella speranza di essere letta. Perché è per questo che in fin dei conti scriviamo tutti: perché il messaggio arrivi a quell’ipotetico lettore che abbiamo ben presente nella testa quando imbracciamo la (più o meno metaforica) penna.

Ci sono persone alle quali sembra venga naturale, come respirare e altre invece (come me, come altri) per le quali strappare un commento è una costante strada in salita.

Per raggiungere un obiettivo, io ho sempre fatto affidamento più sui muscoli delle mie gambe che su (imporbabili) colpi di fortuna (che tanto a me non succedono).

Come si fa, allora?

Ed ecco venirci incontro il magico auriga.

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